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Gestire la crisi: dotarsi di cultura manageriale
Il mondo sta attraversando una forte crisi economica e anche le aziende agricole ne sono travolte. I fatturati hanno avuto una flessione, non catastrofica come quella che si è registrata in tanti altri settori, ma se la domanda ha tenuto, i costi produttivi si sono impennati ed è diventata sempre più difficile la gestione dei flussi di cassa. Le aziende agricole che per loro natura subiscono una forte stagionalità tra le uscite e le entrate, oggi sono penalizzate ancora di più da questa crisi: da una parte infatti le banche hanno ristretto “la borsa” e dall’altra i fornitori hanno iniziato a richiedere tempi più corti per i pagamenti.
Che cosa può e deve fare, quindi, una azienda agricola per rimanere sul mercato? Fondamentale è dotarsi di una cultura manageriale. Le aziende agricole sono certamente cresciute tecnicamente e tecnologicamente negli ultimi anni ma dal punto di vista manageriale sono rimaste indietro.
Sono pochi gli imprenditori agricoli che definiscono i propri obiettivi di anno in anno e pochissimi quelli che poi, attraverso un Budget li traducono in numeri. Non scherzo affermando che molti degli imprenditori di questo settore che ho conosciuto durante la mia carriera non erano in grado di dirmi neanche il valore del fatturato della propria azienda …. Ma oggi non si può più essere sprovveduti.
È necessario imparare e diventare degli imprenditori, non basta programmare bene la produzione (anche se questo rimane importantissimo). Diventare imprenditori significa saper comprendere i numeri, conoscere i costi della propria organizzazione ed essere in grado di suddividerli tra fissi e variabili, sapere qual è il punto di pareggio della propria impresa ed essere in grado di valutare le variazioni nel tempo del proprio capitale circolante. Imprenditore è colui che conosce a fondo le dinamiche economiche della propria azienda ed è in grado di confrontarsi con i fornitori e con gli istituti di credito senza timore reverenziale.
Essendo consulente da molti anni ormai di aziende agricole localizzate un po’ ovunque in Italia, la Cooperativa di Legnaia ha ritenuto che poteva essere utile che io offrissi la mia esperienza a tutti i soci e gli amici di Legnaia che vogliono diventare gli imprenditori agricoli del futuro. Con un appuntamento fisso che ogni trimestre offrirà alcune pillole di cultura e tecnica manageriale ai suoi lettori, attraverso la rivista Coltivare Insieme. Certamente qualche articolo non potrà essere sufficiente per cambiare radicalmente lo stato di fatto.
Spero però che possa stimolare gli imprenditori agricoli ad approfondire, informarsi e studiare, argomenti che fino ad oggi hanno considerato di esclusiva competenza dei “ragionieri” o dei “commercialisti”… Lo spazio a mia disposizione è quasi finito ma qualche consiglio vorrei darvelo fin da oggi e vorrei partire dalla Strategia. Prendete un foglio bianco e rispondete alla seguente domanda: “Come voglio che sia la mia azienda tra 5 anni?”È una domanda seria e impegnativa che non deve essere presa con leggerezza; io consiglio sempre ai miei clienti di cercarsi un posto tranquillo, magari all’ombra di un albero secolare o in riva al mare, venendo via dal campo o dalla serra dove c’è sempre qualcosa di “più urgente” da fare. Siate certi infatti che niente è più urgente che definire dove si vuole andare quando si gestisce una azienda, perché ogni imprenditore ha delle importanti responsabilità nei confronti delle persone che collaborano con lui.
Quando non c’è una strategia, quando l’imprenditore non trova il tempo per pensare alla propria situazione attuale, ai punti di forza e di debolezza della propria azienda e a cosa fare per crescere e per migliorare (valorizzando i primi e minimizzando i secondi), l’azienda subisce passivamente gli eventi e rischia di esserne travolta. Definire la strategia invece è il primo passo per diventare protagonisti del proprio futuro.
Buon lavoro!
Franco Spinelli per “Coltivare Insieme”. Cooperativa Agricola di Legnaia
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